Erba Legale: come e dove comprare la Marijuana Light online

State cercando di acquistare della Cannabis legale ma non sapete da dove cominciare? Il nostro consiglio è quello di affidarvi con serenità ai prodotti Joyness, in grado di offrirvi le migliori varietà di Cannabis Light presenti attualmente sul mercato.

Erba Legale - Marijuana Light

Se volete usufruire dell’erba legale con un alto tenore di CBD (15%) e THC allo 0,2% secondo norma di legge, avete anche la possibilità di scegliere l’unica Cannabis Armonizzata, la più potente e legale Cannabis in Italia.

Joyness si differenzia dagli altri prodotti cannabis in commercio grazie al trattamento speciale di armonizzazione che la purifica dalle comuni impurità presenti rendendola più consistente ed omogenea.

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Joyness infatti, si presenta sul mercato come una delle varietà più ricercate di erba legale. Grazie al suo gusto deciso ed intenso ed al suo colore acceso e bello anche alla vista, offre una qualità altissima e sicura. Joyness è una miscela di infiorescenze femminili altamente selezionate delle migliori varietà legali di Canapa Sativa Legale coltivate al sole italiano e con un tenore di THC sempre inferiore allo 0,2% (detta anche Canapa Light).

Come comprare l’erba online

In Italia con l’introduzione della legge sulla vendita e l’acquisto della Cannabis Light, è letteralmente esploso in rete il fenomeno legato all’apertura di shop online per poterla comperare senza correre rischi. Tuttavia, le numerose vetrine virtuali che espongo quotidianamente i loro prodotti, potrebbero non essere così in regola come invece intendono farvi credere. Ecco perché, in questo approfondimento, andremo a scoprire come acquistare l’erba legale su internet, in maniera del tutto sicura.

La ricerca del sito affidabile è alla base del vostro acquisto. Questa prima regola, seppur apparentemente “superficiale” dovrà essere alla base della vostra compera online. Per comprendere se un distributore web è in regola, dovrete assicurarvi che il prodotto finale sia perfettamente conforme con le attuali normative di legge in vigore. Proprio queste leggi, andranno pienamente rispettate anche nella iniziale fase di coltivazione della canapa light.

Il mercato online infatti, essendo più semplice da gestire, potrebbe nascondere la truffa proprio dietro l’angolo. Ecco perché in questi casi, occorrerà sempre indagare in maniera approfondita, per evitare brutte sorprese. Acquistando l’erba legale infatti, oltre ad investire del denaro, avrete anche a che fare con la legge e quindi rispettarla dovrà essere alla base del vostro acquisto.

Se avete ordinato dell’erba online, una volta arrivata nella vostra abitazione, dovrete compiere alcuni controlli fondamentali. Innanzitutto, nel pacchetto dovrà necessariamente essere riportata la quantità in percentuale relativa alla presenza dei cannabidioli CBD e del THC. In questo modo infatti, qualora si venisse fermati dalla polizia per un controllo di routine, potrete mostrare il vostro acquisto senza paura di non avere rispettato la legge. Ed infatti, dovrete avere subito la possibilità di mostrare i bassi valori di THC presenti, in linea con quanto stabilito dall’attuale legislazione in vigore. Se la percentuale non è riportata nella confezione, vi state trovando di fronte ad una truffa con i fiocchi. Fondamentale anche la destinazione d’uso dell’erba.

Ma quali sono i passaggi fondamentali da seguire per acquistare la cannabis in tutta sicurezza? Innanzitutto, assicuratevi che il venditore online rispetti i valori di THC previsti dalla legge. Successivamente abbiate cura di verificare che lo shop web sia in grado di darvi delle informazioni approfondite sulla qualità usata per la materia prima che, in sintesi, determina il gusto dell’erba light. Sul portale inoltre, dovrebbe essere indicata anche la canapa da cui è stata ottenuta, la sua produzione ed i valori di riferimento di CBD.


Cannabis legale in Italia

La marijuana light da maggio 2018 è legale anche in Italia. La certificazione del governo ha aperto le porte alla produzione e alla vendita di cannabis nel nostro Paese. La legge sulla produzione e il consumo di erba light è presente dal gennaio 2017 ma in passato non sono mancati notevoli dubbi e perplessità. Ad oggi invece, tutti coloro che hanno avviato questo fiorente business, possono rasserenarsi grazie a quanto previsto dall’attuale legislazione.

“La coltivazione della canapa – dice la circolare del ministero dell’Agricoltura – è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso THC di oltre lo 0,2 per cento come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6 per cento l’agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6 per cento l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa”.

La legge

In dettaglio cosa dice la legge sulla cannabis legale in Italia? Esaminiamo tutti i dettagli sulla questione. Per erba light, si intende infatti, quella tipologia di marijuana con un principio attivo più basso dello 0,6%. Secondo la legge italiana numero 242 approvata nel dicembre 2016 la sua produzione e commercializzazione sono legali in Italia nel caso in cui la cannabis abbia un contenuto di THC (il suo principio attivo) non superiore allo 0,2%. Per merito di questa legge quindi, non è più vietato coltivare l’erba e può essere fatto senza alcuna particolare autorizzazione (rispettando – naturalmente – le dosi legate al suo principio attivo).

Qualora la percentuale di THC superi lo 0,2% ma rientri in ogni modo nel limite dello 0,6% il produttore della cannabis ridotta verrà sollevato da ogni tipo di responsabilità. Se di contro, il limite dello 0,6% verrà oltrepassato la Guardia di Finanza, provvederà ad eliminare oppure confiscare la coltivazione di canapa illegale.

L’attuale legge, prevede anche una serie diversa di utilizzi della marijuana light. Ed infatti l’erba legale può essere utilizzata anche in altri modi. Con i suoi semi per esempio, si possono creare alimenti come: olio, pane, pasta ed anche gustosi biscotti. Proprio questi cibi, avranno un gusto molto gradevole e saporito e conterranno una serie di proteine utili. Ottimi anche per la digestione, possedendo un perfetto equilibrio tra  omega 3 e omega 6. Inoltre con le fibre di canapa, si possono realizzare anche dei capi di abbigliamento. Per legge invece, non è previsto il suo uso puramente ricreativo, proibito dalle passate leggi in campo sanitario. Vi ricordiamo che l’erba legale light, può essere serenamente acquistata sia online che all’interno di negozi fisici.


Effetti della cannabis, THC e CBD

Quali sono gli effetti della cannabis? THC e CBD sono rispettivamente il principio attivo e il un metabolita presente nella marijuana legale. Scopriamo in dettaglio cosa sono e quale è il loro utilizzo. Il THC è il principio attivo numero uno. Legandosi ai recettori Cb1 e Cb2 rilascia glutammato e dopamina. Ecco perché il suo utilizzo è particolarmente indicato in medicina, per una serie di patologie:

  • Cura la mancanza di appetito dovuta all’utilizzo di farmaci chemioterapici
  • Riduce i sintomi provocati dalla sclerosi multipla e morbo di Parkinson
  • Allevia i sintomi del Glaucoma

Il THC può diventare tossico? Secondo varie ricerche il suo utilizzo prolungato potrebbe provocare alcuni danni. Tuttavia, la sua bassa componente tossica tende a non avvalorare questa tesi. Ed infatti, per avere una reazione di sovradosaggio (overdose) si dovrebbero consumare dei quantitativi enormi di principio attivo.

Il CBD invece, è un metabolita presente nella marijuana legale. In questo momento è acquistabile nei negozi italiani. Il suo principale ruolo è quello di modulare l’attività del recettore della serotonina  5-HT ottenendo degli effetti: antidepressivi, ansiolitici e neuro protettivi.

Per merito delle caratteristiche del THC, l’effetto che produce la cannabis legale in chi la adopera sarà molto rilassante. Non si tratterà assolutamente di “sballo” e neppure di nulla che possa anche solo lontanamente avvicinarsi ad un effetto psicotropo. Proprio per questo motivo, non ci sono particolari rischi neppure nel mettersi alla guida dopo aver consumato della marijuana legale. Nonostante ciò, ci sentiamo di citarvi anche la classica risposta individuale al suo utilizzo. Questa infatti, potrebbe anche variare da persona a persona, a seconda delle sua modalità di assunzione.

Aprire un grow shop, come vendere cannabis legalmente

Se avete voglia di lanciare la vostra nuova attività imprenditoriale, aprire un grow shop in Italia – attualmente – è di sicuro un ottimo investimento. Vendere cannabis in maniera legale, ha visto anche nascere le attività di volti noti dello spettacolo. Un esempio tra tutti? J-Ax, l’ex leader del gruppo rap degli Articolo 31. Il cantante ha inaugurato alcuni mesi fa il suo negozio a Milano “Mr. Nice”, dove è possibile acquistare erba legale.

I grow shop sono assolutamente legali anche perché al loro interno, troverete solo la cannabis light, ovvero la marijuana con il suo principio attivo (THC), inferiore al limite fissato dalla legge. Nel nostro Paese infatti, non vi è alcuna norma che vieti la vendita di cannabis con THC inferiore ai divieti fissati dalla legge. In dettaglio la legge italiana, vieta la vendita per scopi puramente ricreativi, con un principio attivo di THC superiore allo 0,6%.

I grow shop in Italia, sono gli unici negozi dove è possibile acquistare la canapa in maniera del tutto legale. Ma come fare per aprire un negozio tutto vostro? Innanzitutto dovete essere fortemente spinti dalla motivazione. Per questo motivo, se non siete intenzionati a rispettare la legge e le norme, comprese le numerose visite da parte della Guardia di Finanza, vi consigliamo di rinunciare. Di contro, se la vostra lunghezza d’onda è perfettamente in linea con l’utilizzo legale della canapa, dovrete valutare sia i rischi che i pericoli di mettere in piedi una attività di questo tipo.

Iniziamo facendovi sapere quali prodotti potrete vendere all’interno del vostro grow shop. Questo tipo di negozio infatti, è specializzato anche nella vendita di attrezzature atte alla coltivazione della cannabis light legale (deve avere una soglia di THC inferiore ai limiti di legge). Non esiste un negozio con prodotti standard ed infatti, secondo la vostra passione, potrebbe anche vendere articoli per fumatori, da comuni accendini fino ad arrivare a prodotti come: narghilè, bong e vaporizzatori.

In Italia si stanno diffondendo molto anche gli hemp shop, negozi che mettono in vendita prodotti derivati dalla canapa. Al suo interno infatti, avrete modo di ritrovare dagli alimenti ai cosmetici ed anche i capi di abbigliamento. Tra gli altri tipi di shop, segnaliamo anche gli smart, dove troverete integratori di origine naturale a base di canapa. Molto diffusi anche i seed shop dove si potranno comperare semi e attrezzature per la coltivazione della cannabis legale.

Naturalmente, più avrete prodotti da offrire, e maggiori saranno le vostre possibilità di successo nel settore. Ma come aprire un grow shop? Partiamo dicendovi che le procedure iniziali saranno praticamente identiche a quelle che bisogna avviare quando si mette in piedi una qualsiasi attività di carattere commerciale. Dopo avere trovato lo spazio libero con una metratura non inferiore ai 50 metri quadrati, dovrete capire quali prodotti trattare, magari facendo delle ricerche incrociate, sia online che nella vostra zona.  Cercate anche di adocchiare nell’immediato i rifornitori, in modo da sapere a chi affidarvi per la distribuzione. Inutile dire che la location scelta, dovrà essere assolutamente a norma di legge, sotto tutti i punti di vista.

Il primo passo da fare per dare il via all’iter burocratico, sarà quello di aprire una Partita IVA. Successivamente dovrete iscrivervi al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL. E’ importante sapere che prima di aprire un negozio per la vendita della cannabis legale, dovrete presentare la certificazione che dimostra il rispetto delle normative italiane attualmente in corso, da parte dei prodotti in vendita nello shop. Essendo tale normativa costantemente in evoluzione e cambiamento, vi consigliamo di consultare uno sportello SUAP per chiedere tutte le informazioni necessarie per l’apertura di questa particolare attività commerciale. Al Comune della vostra città inoltre, dovrete andare anche a chiedere l’autorizzazione per l’esposizione della vostra insegna. Vi rammentiamo inoltre che, nell’arco dei 30 giorni all’apertura del vostro negozio, dovrete presentare la comunicazione certificata di inizio attività.

Se all’interno del vostro grow shop vorrete vendere alimenti e bevande a base di canapa, dovrete anche completare il corso SAB (ex REC), ancor prima di aprire la vostra attività. Ma quanto vi costerà tutto quanto? Tra le varie autorizzazioni, l’affitto del locale, il primo rifornimento necessario per partire, immaginiamo un investimento di circa 30mila euro iniziali. Se non disponete di abbastanza denaro per poterlo fare, esiste anche la possibilità di affidarvi ad un franchising, in questo modo, sarà possibile “raggirare” l’importo dell’investimento iniziale di circa il 50% (15mila euro), usufruendo anche di una cospicua assistenza commerciale in grado di chiarirvi le idee nell’immediato.

Prezzi, quanto costa la marijuana legale?

I prezzi della cannabis light possono variare a seconda dei grammi. Di regola, per la vendita online una confezione di 8 grammi, dovrebbe aggirarsi intorno ai 17 euro. Il costo comunque, è altamente soggetto a cambiamenti, a seconda della varietà scelta. Ed infatti, si può anche arrivare ad un prezzo che varia da 25-29 euro per una confezione da 5 grammi. Oltre alla quantità, molto dipende anche dalla qualità, dal tipo di coltivazione (in serra o all’aperto) e dal tipo di rivenditore. Una confezione da 3 grammi, dunque, potrebbe anche avere un costo di oltre 30 euro a seconda dell’aroma (speziata, pungente, dolce). Dopo averla comperata, ad ogni modo, abbiate cura di riporla in luogo fresco e asciutto, possibilmente al buio e lontana da fonti di calore.


Negozi fisici

La cannabis light si può serenamente comperare in Italia tramite i numerosi shop online e non solo. Di contro, se volete recarvi in un negozio fisico, in modo da avere la possibilità anche di confrontarvi con il suo venditore, potete rivolgervi ad uno dei negozi autorizzati nel vostro Paese. Attualmente le attività presenti, sono oltre 600 in tutte le regioni d’Italia ma la lista aumenta giorno dopo giorno e con essa anche il giro d’affari. A tal proposito, per trovare lo shop più vicino a casa vostra, vi consigliamo di cercare un elenco sul web, in modo da comprendere se vicino a casa vostra esistono più attività da potere confrontare personalmente, anche per quanto riguarda i prezzi ed i prodotti venduti al suo interno.

Rivenditori in Italia e limiti

La canapa legale è diventata sempre più un business in espansione. Sono oltre 600 i punti vendita in tutta Italia, alcuni dei quali aperti 24 ore su 24. La vendita di canape light, infatti, non è più solo relegata alla rete Internet ma negli ultimi tempi si sono diffusi sull’intero territorio smart shop e grow shop, negozi dedicati alla vendita di tutti i derivati della canapa. Per non parlare poi dei tabaccai, in molti dei quali sono disponibili piccoli sacchettini di infiorescenze di canapa italiana con un contenuto di THC inferiore allo 0,6%. Da qualche tempo, inoltre, tra i rivenditori di cannabis leggera citiamo anche l’azienda Pony Weed che fornisce servizi di home delivery, promettendo di portare l’erba direttamente presso il domicilio del consumatore. Una sorta di pony express della marijuana, dunque.

In assenza di precisazioni legali da parte delle apposite autorità e dei ministeri competenti, il commercio rimane dunque legale. Anche per questo nell’ultimo periodo sono comparsi sempre più nuovi canali di vendita e servizi di commercializzazione. La Federazione italiana tabaccai, tuttavia, ha invitato alla prudenza. Anche se prodotti simili sono accompagnati da diciture come “non è un prodotto da fumo”, il Mef la penserebbe in modo diverso. Semmai la cannabis leggera dovesse venire considerata un surrogato del tabacco, la vendita non regolamentata da parte di una tabaccheria potrebbe avere conseguenze anche molto gravi tra cui il ritiro della licenza. Da qui la richiesta di maggiore chiarezza alle stesse autorità.

Pianta di canapa

La pianta di canapa è ricchissima di proteine, antiossidanti e vitamine. Ecco perché, può essere utilizzata in cucina per la preparazione di numerosi manicaretti. Inoltre è assolutamente pronta per sostituire: plastica, carta e tessuto. Pianta conosciuta da moltissimi secoli, viene utilizzata nella medicina naturale essendo una delle erbe in assoluto più versatili del mondo intero. Ingiustamente vittima del proibizionismo perché erroneamente confusa con la marijuana, la canapa industriale sta acquistando sempre più notorietà, sconfiggendo anche la diffidenza dei consumatori.

Questa pianta è assolutamente la specie vegetale in assoluto in linea sia con l’uomo che con l’ambiente. Essendo una pianta davvero molto antica, ha molteplici utilizzi, e tutti molto positivi. La canapa è altamente legnosa e cresce sorretta da un fusto alto e sottile, cosparso e pieno di foglie. In alcuni casi, può raggiungere altezze di oltre 4 metri. La pianta in questione è caratterizzata da una fibra straordinariamente durevole, pasta ricca di cellulosa e semi grandemente sostanziosi. In base ai diversi metodi di coltivazione e trasformazione, può essere utilizzata in differenti settori, da quello alimentare a quello tessile. E’ una delle piante più antiche utilizzata praticamente da sempre nella medicina naturale.

A questo punto, per non incorrere in confusione, analizziamo anche la differenza tra canapa e marijuana. In sintesi, quello che le differenza è il grado di THC presente. La famiglia della canapa infatti, presenta numerose specie di piante, tra queste anche la Canapa Sativa, la cui resina è essenzialmente sprovvista di cannabinoidi, ovvero le sostanze psicotrope di cui il THC è il principale componente. I cannabinoidi al contrario, sono presenti nelle foglie e nelle infiorescenze di un’altra specie di canapa, la Canapa Indiana o Canapa Indica. La resina di questa pianta è molto ricca di THC: nota nell’antichità, per le sue proprietà curative. Ed infatti proprio per questo motivo, sia in Oriente che in Occidente era diffusa la pratica di fumare le foglie arrotolate di canapa.

La marijuana è valutata a tutti gli effetti come una droga leggera e la sua coltura in Italia è proibita. Canapa e marijuana quindi, non sono assolutamente la stessa pianta. La canapa, per di più, pur conservando un aspetto molto somigliante alla marijuana, è stata sempre preferita per il suo grande utilizzo industriale, il che ha ridotto al minimo le concentrazioni di THC presenti al suo interno. In una abituale varietà di canapa industriale certificata la quantità di THC presente al suo interno, è talmente irrilevante da essere considerata assolutamente legale.

Differenza tra canapa legale e illegale

Per quanto riguarda la Canapa, in Italia pare esserci ancora molta confusione. Secondo ciò che riferisce il diritto, si legge di una lacuna “quando una fattispecie non è prevista da alcuna norma giuridica”. L’unica legge relativa alla Canapa nel nostro Paese è la L.242 del 2 Dicembre 2016, che si indirizza unicamente “alle varietà ammesse iscritte nel Catalogo comune delle varietà”, restano fuori dal suo ambito certe varietà svizzere, per le quali si fa fatica a rinvenire analisi e tracciabilità delle sementi.

Per questo motivo, la coltivazione di Canapa è legale quando il suo contenuto di THC risulti inferiore a 0,2%. Se il contenuto di THC varia tra 0,2 e 0,6% l’agricoltore che la sta coltivando, sarà in ogni modo sollevato da ogni tipo di responsabilità. In questo caso però, dovrà pienamente aver piantato una varietà di canapa iscritta nel catalogo delle varietà. A questo punto, consigliamo fortemente di utilizzare solo varietà prodotte in Italia da rivenditori autorizzati, in modo che dispongano di un contenuto di THC inferiore a 0,2%.

In base al principio di libertà non possiamo adoperare qualsiasi tipo di Canapa. In Italia infatti, sono assolutamente illegali le sostanze così chiamate “stupefacenti” o “psicotrope” così come da DPR del 9 Ottobre 1990 e tra le sostanze riportate è chiaramente presente anche la Cannabis. Ricapitolando, la coltivazione e la vendita della canapa light è legale e non correrete alcun rischio, avendo sempre cura che i valori di THC siano estremamente bassi. Il consumatore quindi, può acquistare in totale libertà la Canapa esattamente come meglio crede. Di contro, anche la Guardia di Finanza potrà fare dei controlli sul prodotto per valutare effettivamente il suo rispetto del limite dello 0,6%.

Nel caso in cui il prodotto acquistato dovesse superare il limite previsto dalla legge, il consumatore potrebbe rischiare una pesante sanzione amministrativa. Per questo motivo, in modo da evitare problematiche con la legge, vi suggeriamo di utilizzare un livello molto basso (anche sotto lo 0,2%), in modo da essere assolutamente in regola e non correre rischi di nessun tipo. Aggiungiamo anche che, la maggior parte delle varietà attualmente presenti in Italia, non oltrepassano mai la soglia prestabilita a norma di legge.


Semi di Canapa

I semi di Canapa hanno un fortissimo valore nutrizionale. Usati sia per creare alimenti che altro, dal punto di vista prettamente alimentare sono considerati un nutrimento completo e molto benefico. Grazie al suo apporto di vitamine e di minerali, offre un grande sostentamento all’essere umano. Ma quali sono le sue numerose proprietà? I semi includono tutti gli aminoacidi necessari per la sintesi delle proteine. Al loro interno ne ritroveremo otto essenziali: leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina.

Per questo motivo i semi di canapa, oltre ad essere molto nutrienti, contribuiscono anche a rafforzare il sistema immunitario. La loro frazione lipidica inoltre, contiene circa il 75% acidi grassi polinsaturi essenziali, come l’acido α-linolenico, linoleico e alfalinoleico. In sintesi, vi stiamo menzionando acidi grassi polinsaturi giudicati necessari per il normale funzionamento di muscoli, recettori nervosi e ghiandole presenti nel nostro organismo. Nei semi di canapa, gli acidi sono presenti in maniera ottimale per il giusto equilibrio del nostro organismo.

I semi inoltre, possiedono anche un alto contenuto vitaminico con la presenza di vitamina E capace di svolgere una sana attività antiossidante. La canapa è ricchissima anche di sali minerali, come potassio, magnesio e calcio. I semi di canapa prevengono il colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie connesse all’apparato cardiocircolatorio. Infine proteggono le ghiandole, i muscoli ed anche il sistema nervoso.

Come si usano i semi di canapa? Possono essere utilizzati sia crudi (come una specie di integratore alimentare), che cotti. Ottimi anche come condimento per arricchire piatti di contorno come insalate. Buonissimi anche adoperati per le macedonie oppure a colazione e merenda. Perfetti anche a livello decorativo, per dessert particolari e la preparazione di prodotti da forno come: pane e grissini. Molto interessante e proteico anche il loro utilizzo per arricchire i frullati, come elemento aggiuntivo a crudo.

Strizzando definitivamente l’occhio al bio, i semi di canapa vengono utilizzati macinati per ottenere la farina. Ottimi anche per la preparazione di latte di semi di canapa, tofu di canapa e seitan ai semi di canapa. Tra i più celebri utilizzi, anche quello per preparare il gustosissimo olio di canapa. Questo prodotto dovrà essere prevalentemente gustato a crudo, per condire vari piatti. Proprio l’olio, mantiene intatte tutte le proprietà dei semi. Per non perdere alcuna proprietà, l’olio di canapa viene spremuto a freddo. Il suo forte sapore di nocciola, lo caratterizza molto e lo rende unico nel suo genere. Tra le varie possibilità dell’olio di canapa, vi è anche un utilizzo in campo cosmetico, in grado di nutrire la pelle durante le sedute di massaggio.

Ma dove possono essere acquistati i semi di canapa? In commercio è possibile trovarsi sia di origine biologica ma anche integrali e decorticati. Si possono serenamente comperare in erboristeria ma anche nei negozi di prodotti biologici e di alimentazione naturale. Naturalmente, si trovano con semplicità anche online. Ed infatti, i semi di Canapa venduti in Italia, provengono dalla specie di Canapa Sativa perfettamente adatti all’alimentazione umana. Esattamente negli stessi posti, sarà possibile anche trovare in commercio il buonissimo e particolare olio di semi di canapa.

Coltivare cannabis light: quali i rischi?

Con il passare del tempo, i consumatori di cannabis light hanno iniziato a porsi diverse domande, sempre più incuriositi dall’argomento. La prima ha a che fare in particolare con l’autoproduzione di queste infiorescenze di erba ma contenenti un livello di THC ritenuto legale. E dunque, si può coltivare la cannabis leggera? E soprattutto, quali sono gli accorgimenti da adottare per non rischiare di cadere nell’illegalità? Intanto partiamo subito dal presupposto che sì, è possibile autoprodurre cannabis legale in casa. Addirittura la si può anche tenere in un vaso in bella vista sul proprio balcone senza il rischio di alcuna conseguenza legale. Il tipo di cannabis leggera venduta nel nostro Paese proviene da semi che sono certificati per la coltivazione a uso industriale.

Secondo le legge italiana sulla canapa è riconosciuta la ammissibilità della sua coltivazione e non è più necessario chiederne l’autorizzazione alle forze dell’ordine prima di procedere con la semina. Questo significa, dunque, che tutti i cittadini possono coltivare canapa a patto che provenga da semi contenuti nella lista approvata dall’Unione Europea e che include ben 64 varietà che possono essere legalmente coltivate anche in Italia. Questo, dunque, rende possibile l’utilizzo delle infiorescenze per la produzione in casa della cannabis light. Le varietà di canapa certificate a livello europeo devono avere THC non superiore allo 0,2%. In caso di percentuale superiore, come previsto dal regolamento europeo, è necessaria l’autorizzazione. Tuttavia, qualora questa risulti superiore allo 0,2% ma entro il limite dello 0,6% l’agricoltore non ha alcuna responsabilità.

Ma dunque, non esistono obblighi da rispettare? In realtà ce ne è uno in particolare a cui chiunque decida di coltivare varietà di erba leggera, dunque legale, deve attenersi. Consiste semplicemente nel conservare la fattura di acquisto dei semi e la certificazione degli stessi fornita dal venditore all’acquirente per la durata di almeno 12 mesi. Una sorta di “prova”, dunque, che si stia agendo secondo quanto previsto dalla legge. In caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, quindi, non avremo nulla di cui temere. E’ probabile che gli agenti preposti ai controlli possano effettuare l’analisi dei campioni delle piante in presenza del coltivatore, al quale sarà rilasciato un campione prelevato per eventuali controlli o verifiche successive.

Esistono tuttavia dei casi in cui si può andare incontro a dei sequestri anche in presenza di coltivazioni provenienti da semi legali. Ciò accade quando la percentuale di THC supera la soglia dello 0,6%, il livello massimo previsto per legge. In tal caso, l’autorità giudiziaria potrebbe anche procedere alla distruzione dell’intera coltivazione sebbene sia del tutto esclusa la responsabilità dell’agricoltore.

Uno spinoso capitolo è rappresentato poi dalla coltivazione di varietà di erba leggera con un livello di THC inferiore al limite previsto per legge ma che non rientrano nella lista dei semi legali ed approvati dall’Europa. Secondo quanto previsto dalla legge italiana, sono passabili di condanna per coltivazione ai fini di spaccio solo quelle capaci di sviluppare il cosiddetto “materiale drogante”. In tal caso è prevista una pena che può andare dai 2 ai 6 anni di reclusione. Cosa accade invece in caso di coltivazioni non provenienti da semi certificati? La denuncia a carico del coltivatore potrebbe avere risvolti difficili da prevedere. Nel migliore dei casi potrebbe andare incontro ad una assoluzione in fase di indagini preliminari. Contrariamente a veri e propri guai giudiziari. Anche per tale ragione è assolutamente sconsigliato coltivare varietà di cannabis light non certificate nonostante abbiano THC inferiore allo 0,6%.

Come coltivare la marijuana light in vaso

Dopo aver fatto luce ed approfondito l’aspetto legale relativo alla coltivazione della marijuana light senza incorrere in conseguenze, passiamo ora all’aspetto pratico: come coltivare cannabis leggera in vaso? In questo caso facciamo riferimento all’autoproduzione in casa, trascurando quindi le tecniche di coltivazione riferite a terreni più ampi.

Quali sono le varietà di canapa che è possibile coltivare in casa? Tenendo conto di quelle ammesse alla coltivazione, le varietà di canapa disponibili si distinguono in due tipi: Dioiche e Monoiche. Le prime, ovvero quelle tradizionali, generano piante maschili e femminili. Dopo la fioritura le piante maschili muoiono e seccano mentre quelle femminili – che rappresentano i 2/3 della coltura -, portano a maturare i semi. In merito alle Monoiche, invece, in coltura la maggior parte delle piante hanno entrambi i caratteri portando quindi a fiori maschili e femminili sulla medesima pianta.

In generale la coltivazione della cannabis leggera non comporta grandi complessità sebbene abbia delle necessità particolari che però si possono facilmente soddisfare. Con un minimo di esperienza sarà possibile conoscere alla perfezione le sue caratteristiche ed esigenze e raggiungere livelli di conoscenza sempre più elevati.

Ma di cosa necessita la cannabis per una crescita sana? Intanto di molta luce: nell’arco della giornata, almeno 12 ore. Se si decide di coltivare in ambiente chiuso, può essere utile l’uso di un timer. Se invece si decide di procedere con la coltivazione all’aperto, le piante dovranno essere esposte ad oltre 12 ore di luce diurna e ricevere almeno 8 ore di luce solare diretta ogni giorno. Anche per tale ragione il periodo perfetto per la semina è quello tra marzo ed aprile.

La cannabis ha bisogno poi di aria sempre fresca. Se coltivata all’esterno il problema non si pone mentre al chiuso avrà bisogno di un sistema che permetta costantemente il ricircolo di aria. La regolarità di acqua è fondamentale, ma attenzione ai ristagni! Se infatti la coltivazione avviene in zone in cui piove regolarmente probabilmente non sarà necessario un ulteriore intervento. Il terreno in generale deve essere ben drenato, leggermente umido al tatto ma non completamente zuppo. Essendo inoltre una pianta molto resistente, la cannabis si adegua molto bene anche alle temperature sebbene per una crescita sana necessiti una temperatura media di circa 27 gradi. Se si coltiva all’aperto occorre tener conto del giusto periodo, mentre al chiuso si possono utilizzare dei grow box in grado di gestire perfettamente temperatura e livello di umidità.

Cannabis leggera: post coltivazione

La stagione compresa tra la primavera e l’estate rappresenta quella ideale per la crescita della cannabis leggera, grazie all’aumento delle ore di luce. La fase successiva a quella vegetativa è la fioritura, che rappresenta anche l’ultima tappa della crescita della pianta. Il momento della raccolta è ben distinguibile dal colore dei pistilli. Quando iniziano a seccarsi, mutano la loro colorazione passando dall’arancione scuro fino al marrone ed ancora al rosso scarlatto.

Non esiste invece una vera e propria regola per la raccolta e l’essiccazione delle infiorescenze. C’è chi preferisce tagliare le gemme che andranno poi posizionate su una rastrelliera e chi invece preleva interi rami lasciandoli poi essiccare appendendoli a testa in giù. La sola accortezza da seguire è che l’essiccazione deve avvenire in un luogo fresco e buio, quindi al riparo dall’umidità.

Quando le gemme sono completamente essiccate, occorre conservarle in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, aprendo il barattolo una volta al giorno per far fuoriuscire l’umidità. Quando infine le gemme saranno secche anche al tatto, basterà aprire il barattolo una volta a settimana.